Le venti regioni d'Italia
La Costituzione, che è la legge fondamentale della Repubblica Italiana e che mantiene della Repubblica Italiana e che lamento amministrativo territoriale de centrato in comuni, province e regioni, dando a ognuna delle venti regioni il potere di affrontare e risolvere i problemi di carattere locale. Le regioni sono quindi enti autonomi che hanno un consiglio, una giunta, un certo, numero di assessori e un presidente e, al contrario dei comuni e delle province, possono emanare leggi valide nell’ambito regionale. Naturalmente, le leggi regionali devono essere in armonia con I leggi dello Stato e con gli interessi della nazione e delle altre regioni.
Le regioni italiane sono assai diverse l’una dall’altra per superficie, numero l’abitanti, attività e risorse economiche, modi di vivere, dialetto, usi e tradizioni; anche la loro storia fu diversa prima che l’Italia fosse unita e costituisse un unico stato. Vi sono regioni più ricche e altre meno ricche, o addirittura povere, perché le fonti di guadagno non sono le stesse per ciascuna; le industrie non sono ugualmente distribuite e l’agricoltura non è dappertutto ugualmente produttiva. L’ordinamento regionale si propone appunto di affrontare questi aspetti diversi con interventi particolari e adatti ti alle singole situazioni, prendendo in considerazione molti settori della vita pubblica come l’assistenza ospedaliera, a polizia locale, l’istruzione artigianale professionale, l’assistenza scolastica, il e professionale, l’assistenza scolastica, il trasporto, le fiere, i mercati, i musei, la ;accia e cosi via. . Le venti regioni, cosi come vengono elencate dalla nostra Costituzione, sono le seguenti: Piemonte, Valle d’Aosta. Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lazio, Abruzzi, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna
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